
Ti invito al viaggio
in quel paese che ti somiglia tanto.
I soli languidi dei suoi cieli annebbiati
hanno per il mio spirito l'incanto
dei tuoi occhi quando brillano offuscati.
Laggiù tutto è ordine e bellezza,
calma e voluttà.
Il mondo s'addormenta in una calda luce
di giacinto e d'oro.
Dormono pigramente i vascelli vagabondi
arrivati da ogni confine
per soddisfare i tuoi desideri.
Grazie per i complimenti e gli auguri, farista... se mi contatti in privato... ti combino un appuntamento con la "mejo pupina"
No No.. forse nn devo scommettere con te (gia' perso una volta!)
BUON COMPLEANNO!!!
Aspettavo il primo giorno di primavera per tornare... ![]()

Ed ecco sul tronco
Si rompono le gemme:
un verde più nuovo
dell'erba
che il cuore riposa:
il tronco pareva già morto
piegato sul declivio.
E tutto mi sa di miracolo;
e sono quell'acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro
il suo pezzo di cielo,
quel verde che
spacca la scorza
che pure stanotte
non c'era.
(S. Quasimodo)

Mi sento come un campo seminato
nel cuore dell'inverno,
e so che primavera sta arrivando.
I miei ruscelli prenderanno a scorrere
e la piccola vita che dorme in me
salirà in superficie
al primo richiamo.(Kahlil Gibran)

A presto... forse! ![]()
"Che animale sei? Storia di una pennuta" di Paola Mastracola è la storia di un'anatroccola, senza nome e senza famiglia, che si avventura nella vita spinta da una grande curiosità, incontrando di volta in volta personaggi che sono felici metafore di vari tipi "umani"...
"Quando uno nasce, non sa chi è. E se non c'è nessuno che glielo dice, la vita diventa una bella complicazione. Lei, per esempio, non sapeva chi era..."
[dal cap.14] "... le persone invece alle volte se ne vanno, soprattutto le persone un po' speciali che magari hai appena incontrato e non vorresti che andassero via mai più, le legheresti al tuo braccio con un cordino, come si fa con i palloncini, ma anche i palloncini poi se ne vanno, volano via e tu rimani con il tuo stupido cordino al braccio e cosa te ne fai, guardi il palloncino che se ne va in alto e poi non lo vedi neanche più, e chissà quanti milioni di palloncini ci sono in cielo, tutti i palloncini che abbiamo perso, che idioti!, cosa stavamo facendo quando li abbiamo persi, cosa avremmo potuto fare per non perderli mai..."


Elisabetta Leslie Leonelli, Il miracolo di santa Rosalia - Reincarnazione in menopausa
E' un saggio, scritto con umorismo, forza e tenerezza, che serve per uscire dai piagnistei delle "povere" donne in menopausa, per riflettere su alcuni temi di psico-somatica e viceversa. E' diretto alle donne giovani e meno giovani (ma anche agli uomini) con tante indicazioni pratiche per nuovi possibili orizzonti e "miracoli" sulla vita, gli amori, il sesso e la salute, per vivere al positivo la seconda metà della vita (ma anche la prima e la terza).
"A tre anni Lei si guarda e vede una Regina. 
A otto anni Lei si guarda e vede Cenerentola.
A quindici anni Lei si guarda e vede una Brutta sorella ("mamma non posso andare a scuola con questo aspetto qui").
A vent'anni Lei si guarda e si vede "troppo grassa/troppo magra/troppo bassa/troppo alta/con i capelli troppo lisci/troppo arricciati" ma decide che uscirà di casa lo stesso.
A trent'anni Lei si guarda e si vede "troppo grassa/troppo magra/troppo bassa/troppo alta/con i capelli troppo lisci/troppo arricciati" ma decide che non ha tempo di risistemarsi e che uscirà di casa lo stesso.
A quarant'anni Lei si guarda e si vede "troppo grassa/troppo magra/troppo bassa/troppo alta/con i capelli troppo lisci/troppo arricciati" ma dice: "almeno sono pulita", ed esce di casa lo stesso.
A cinquant'anni Lei si guarda e si vede "esistere" e se ne va dovunque abbia voglia di andare.
A sessant'anni Lei si guarda e ricorda tutte le persone che non possono più nemmeno guardarsi allo specchio. Esce di casa e conquista il mondo.
A settant'anni Lei si guarda e vede saggezza, capacità di ridere e saper vivere, esce e si gode la vita.
A ottant'anni non perde tempo a guardarsi. Si mette in testa un cappello color porpora, esce per divertirsi con il mondo."
[...] non vi parlerò di come curare le piante, ma di come badare a voi stessi.
Restituisco un consiglio che mi donò, da ragazzo, un vecchio psichiatra di un manicomio di paese. E lo restituisco a tutti i fratelli e le sorelline di Alcatraz che mi scrivono di soffrire di crisi di panico. Se vi dico: sono un albatro con le ali in una camicia di forza di cemento armato voi mi capite, vero?
Il panico di rimanere bloccati in un ingorgo, in ascensore, allo stadio, è solo una delle infinite paure in hit parade. Sono paure devastanti per chi ne soffre, inclusi certi medici impazienti con i loro pazienti, quelli che se non vedono la ferita non sanno dove mettere le mani...
In tasca. E' un consiglio. Non toccate l'anima, grazie.
Ma io la vedo quella ferita, fratello. E' un terrore smisurato di perdere il controllo e di morire. E' il tuo Io che si sfalda e si sgretola come un castello di sabbia a uno schiaffo del maestrale. E' una paura che ti divora, anche quando non l' hai, fomentata dal terrore che ti venga. E allora viene, torna, ti fa battere il cuore parossisticamente, ti secca la gola, ti blocca le articolazioni, e può portarti al collasso e alla morte.
Sì, è raro, ma si può anche morire di paura, come di solitudine, d'indifferenza e di vergogna. Le crisi di panico comprendono tutto questo, all'ennesima potenza.
Non ne parlo per sentito dire, io non sono un eroe, io sono uno di voi, una parte di te, quella che ha paura. Ho rischiato di morire per una crisi di panico. Non riuscivo a guidare, a nuotare, a fare un passo, persino a chiedere aiuto. Sono stato molto disturbato, un tempo. Se può consolarti, fratello che ne soffri, posso assicurarti che agli imbecilli non vengono e il tuo DNA è marchiato di una qualità oggi fuori moda: la sensibilità.
Questa tua "luna nera" - chiamiamola così - potresti anche ringraziarla, un giorno, perché coincide con quanto di più puro, di alto e di nobile custodisci dentro di te. La tua irripetibilità e la tua arte. In una crisi di panico c'è anche questo: una protesta. La parte migliore di te sta rifiutando di conciliarsi con il greve mondo esterno. Piantala di darle torto e di volerla normalizzare. Ha ragione lei.
Quest'epoca mal si concilia con la sensibilità, l'originalità, l'arte. Detto questo, sappi che c'è chi ti comprende, è una minoranza, ma non sei solo. Mai. Jack sta parlandoti alla radio, ma ce ne sono mille la fuori, pronti a raccogliere il tuo panico, devi cercarli, non puoi pretendere di parlare di baccalà in casa del macellaio.
Tanto per cominciare, sappi che una paura tira l'altra, come le patatine fritte. Devi, qui e ora, contrastare questa malattia, prima che degeneri in qualcosa di più grave. I medici ti prescriveranno dei tranquillanti. Bene. Il mio è un "eccitante" e agisce dopo l'intervento del medico. Ti do per certo che esistono degli psicofarmaci in grado di bloccare le crisi di panico. Trova il tuo e mettiti la boccetta in tasca. Non puoi fare senza, non siamo eroi. Ora sai che se ti verrà un attacco di panico lo potrai contrastare efficacemente on il numero tot di gocce che ti avrà prescritto lo specialista. Detto questo, evitale finché puoi.
Viviti il puoi panico fino in fondo. Accetta la tua "luna nera", invita a cena il mostro. Svegliati la mattina e programma, volontariamente, le cose che ti provocano il panico. Devi praticarle in modo graduale, aumentando, via via, gli obiettivi che ti sei posto. Conosco sorelle che riescono a malapena a guidare da casa all'ufficio e a ritornarsene indietro. Se un vigile le facesse girare a sinistra, cadrebbero in crisi, come Berlusconi.
Dovete provarci senza vigile, perché le crisi di panico non contrastate peggiorano e le paure sono infinite. Girate a sinistra, non fuggite il mostro, cercatelo, magari vi fermerete dopo dieci metri, domani dovrete percorrerne undici, poi dodici. Anche se è umiliante fatelo. Nessuno può salvarci dalle crisi di panico, è una delle più illusorie cazzate che potete raccontarvi, soltanto voi potete riuscirci.
Io non potevo più nemmeno nuotare, e un vecchio medico dei matti mi suggerì di non nuotare verso il largo, non verticalmente come prima, ma orizzontalmente, a un metro dalla riva. Nel caso fosse arrivata la crisi, mi sarei tirato su in piedi. Da un metro dalla riva passai a due,a tre, a quindici, fino a tornare a nuotare verso il mare aperto.
Per tornare a vivere, fratellini, bisogna accettare l'idea che si deve morire, come tutti. Io non ho il panico di essere originale, io tento di aiutarvi sul serio con quell'infermiera che si chiama Parola, e se praticherete queste banalità, guarirete. A venticinque anni, di notte, mi sono fatto Milano - Reggio Calabria in macchina, da solo, uscendo regolarmente a tutti i caselli e andando a posteggiare sotto un ospedale. Ci ho messo tre giorni e mezzo, ma sono arrivato a Reggio,e al ritorno ci ho impiegato la metà. Di andarci in aereo non se ne parlava nemmeno.
Vi voglio bene, "appanicati". Siete la parte migliore di questo Paese, quella che sta sott'acqua. Emergete, miei piccoli Nettuno. E anche Voi, terrorizzate sirene. Ritmate questo inossidabile quotidiano con le vostre intermittenze del cuore. Venite fuori da quell'abisso di solitudine in cui vi siete inguattati, sorprendeteci con una delle vostre struggenti carezze. Il vuoto è di fuori, voi siete stracolmi. Versate un po' di tenerezza e di rossore su queste città bianche e vuote. Ma fatelo subito, adesso.
Contrastate chi non ha certo il panico d'invaderci con il suo ego trionfante. Vogliamo dubbi e insicurezza. Le crisi di panico ci danno fiducia. Facciamole esplodere nelle strade, saremmo tutti più tranquilli. Questa finta sicurezza è feroce e ci uccide. Jack si fida di ha il panico di vivere. Vota PPP, partito del panico popolare.
(Tratto da: Alcatraz, di Diego Cugia)
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Quello che voglio adesso è perduto per sempre...
Quello che desidero è solo memoria...
Voglio un bacio di mia madre e sentire le sue mani sulle lenzuola... uno di quei baci che ti fanno sentire il profumo delle madri...
Voglio anche tutti quelli che ho perduto e li voglio prima che arrivi l'ultima ora: i baci non dati per paura di ferire, quelli non dati per egoismo, quelli morti di insicurezza... Quelli perché ... era troppo presto, quelli dispersi tra troppe parole...
I baci interrotti da una telefonata, quelli lanciati da un finestrino di un treno in partenza dalla stazione di Mestre, quelli dimenticati su un prato di Villa Torlonia, quelli portati in alto sull'Etna e il Gianicolo e quei baci profondi sulle panchine dell'Università...
Se potessi avere un album di fotografie da sfogliare vorrei quello dei baci che ho perduto: i baci nella notte e quelli che volavano come albatros e si sono posati su una bocca come un nido.
Io li rivoglio indietro tutti i baci perduti...
Li voglio adesso... tutti insieme, tra musica e silenzio... musica e silenzio... musica e silenzio... (Jack Folla)

Telefonate ... tra amici/amiche (???) mentre ero a letto con l'influenza![]()
I° tentativo di telefonata:
IO: "Ciao F... bla bla bla... sono a letto con la tosse e 38° di febbre...
Mi sento uno straccetto...bla bla bla" (richiesta sottintesa: "Mi fai un po' di compagnia al telefono, per non farmi sentire troppo sola?")
Risposta di F: "...Allora sai che io e te per due settimane sicuramente non ci vedremo"
_____________CLUNK__________________
II° tentativo di telefonata:
IO: "Ciao M. ... bla bla bla... sai che ho la febbre a 39°??? Mi sento proprio male..."
L.: "E' influenza... chiama il medico... ti richiamo... " *sparisce*
____________CLUNK____________________
III° tentativo via sms (forse hanno paura che per telefono li contagi... provo col messaggino)
IO: Ciao C. sono a casa con l'influenza... bla bla (richiesta sottintesa: "Ti fai vivo per sentire come sto?")
NESSUNA RISPOSTA
______________RI-CLUNCK_______________
Tento qualche off-line sul Messenger di Yahoo
"Per qualche sera non ci sarò... (richiesta sottintesa... "Mi fate sentire che non sono solo un rettangolino bianco con qualche riga nera e faccine gialle dentro?")
RISULTATI TOTALI OTTENUTI: UNO (gentile... a dire il vero... di una persona che non ha il mio cellulare... grazie, ma... uno solo?????)
_______________NO COMMENT______________
Evito di scrivere altri sfoghi che sarebbero troppo personali... (vorrei evitare di dover chiudere anche questo blog)
_______________
__________________
Morale: è solo una banale influenza, ma sentirsi dire... "Come stai? Ti stavo proprio pensando!" a volte più avere degli straordinari effetti curativi ...
Invece... sembra che io debba curarmi solo con le supposte...
_____________CLUNK_FINALE____________________
Dimenticavo: grazie a Mr. Frr.
e grazie a Roby per la solidarietà...
L'avevo già postato, credo, nell'altro mio blog.
Ma mi sembra molto appropriato rileggerlo all'inizio di un nuovo anno... All'inizio di un nuovo lavoro interiore che sento di dover ri-fare... Non ho ancora ben capito chi l' ha scritto... Forse Jack Folla...
Donne In Rinascita
Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in ri-nascita. [...]
Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta. Che uno dice: è finita.
No, non è finita mai, per una donna.
Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.
Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.
Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto. Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così".
E il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natale e Pasqua.
In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima; ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
Ed è stata crisi. E hai pianto. Dio quanto piangete! Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino.
Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato, hai parlato. Quanto parlate, ragazze! Lacrime e parole.
Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.
"Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?"
Se lo sono chiesto tutte.
E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani,e saltano fuori migliaia di tasselli.
Un puzzle inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.
Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va, va in corsa.
E' un'avventura, ricostruire se stesse. La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli. Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono capire e vedere: "Attenti: il cantiere è aperto. Stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse".
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre. Quando meno te l'aspetti.
Ecco cosa può partorire un cervellino in crisi ipoglicemica:

... aggiungete che non si può uscire perché la bora ha deciso che deve continuare per altri chissà quanti mila mila giorni multipli di tre... ![]()
... che, anche sfidando le intemperie, andare in centro in questi giorni significa:
1) deprimersi alla vista di "ciaffi, pipinotti e strafanicci" natalizi
esposti senza pudore alcuno;
2) nella remota ipotesi di acquisti (NON dei suddetti ammennicoli) la depressione subentra nel consultare, tra i dati custoditi gelosamente dall'Omino del Cervello (che a Natale funge da Amministratore Contabile Supremo... e come funge lui, non funge nessun altro...) la voce "limite Budget Natalizio"
3) fingere un superiore distacco alla vista di coppiette felici
(tipo "oh happy day") stracolme di pacchi, pacchini e pacchetti meravigliosamente e sontuosamente infiocchettati, che presumono l'esistenza di un super-mega-albero sbrilluccicante sotto cui mettere i doni, da aprire in una magica notte in famiglia, piena di luci, melodiose nenie natalizie, amorevoli sorrisi e... ![]()
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In fondo mancano soltanto 11 giorni a Natale! 
Mr. Frrr era particolarmente felice stasera... vincere alla Lotteria del Paesello un'affettatrice elettrica non è da tutti i giorni! E che sarà mai se in casa non funziona da tempo immemore il riscaldamento, l'acqua calda è solo un ricordo di remote mollezze e il letto è sempre più simile ad un igloo??? Avere un'affettatrice elettrica nel proprio maniero può rivelarsi molto utile... ma mi son trattenuta dal chiedergli per affettare che cosa...
Lo scopriremo forse su... Rieducational Channel!!!![]()
Canticchiando allegre canzoncine natalizie stasera ho preparato l'ennesimo
pescetto (ricco di omega 3 e 6, eh?) con contorno di finocchi lessi... ![]()
Sognando la taglia 44 mi sono avviata, a testa alta, ad affrontare le rimostranze del mio stomachino nella 36esima serata...
E se da piccola giocavo a ritagliare i vestitini di carta per le bamboline (vestitini alquanto sfigati e castigati... a dire il vero) oggi... siccome la mia non è proprio... voglia di dolce (no, è DISPERATA BRAMOSIA!!! CUPIDIGIA!!! Si può dire sul blog????) allora mi metto a vestire le bamboline a mia immagine e somiglianza (si fa per dire...)
Forse è l'ora tarda... forse è la fame... meglio chiudere qui, con Eileen post-dieta in versione "bambolina natalizia".

Buona notte!!!
Oggi la cena è stata anche peggio di ieri: merluzzetto + melanzane...
Nemmeno quel gran furbone di Menenio Agrippa riuscirebbe a convincere il mio stomaco che è così "voraginosamente" vuoto per il bene della collettività...
In questo turbinio di budella in rivolta sento di poter serenamente affermare che per la prima volta sono ferma e determinata...
Ed anche se, semplicemente spostando lo sguardo di pochi cm. a destra ... vedo troneggiare una scatola che - ahimè - porta su scritto "Ghiotteria" e contiene quegli adorabili biscottini tipici toscani ("oh tempora..."), continuo a sorprendere me stessa ed a RESISTERE!!!
Usque tandem??? Chi può dirlo...
Intanto, per far buon sangue, mi riascolto un programma culturale, presentato dalla mitica Vulvia...
"C'avevate mai pensato?.... lo sapevate?... ci avevate mai pensato???
e a cosa??? su... RIEDUCATIONAL CHANNEL!
M'BUTO! chi ha inventato il primo M'BUTO? chi ha usato il primo M'BUTO per travasare l'acqua? come faceva il primo M'BUTO? Si servivano di uno solo o più du... o più M'BUTI???
M'BUTO su... RIEDUCATIONAL CHANNEL!"
Buoni 'Mbuti a tutti!!!
Ed anche per oggi ce l'ho fatta... in un ammiccante clima natal-glicemico fatto di
girandole di nocciolati, cioccolate pseudo-aromatic-terapeutiche, panettoni artigianali straripanti cioccolato, mandorline, glasse e calorie, apoteosi di cioccolatini alla nocciola e allegri girotondi di torroncini IO... anche per oggi CE L'HO FATTA!
Facendo slalom col mio carrello al supermercato sono rimasta sulla retta via... pensando che per Natale e Capodanno sono stata
"graziata"
dal dietologo!!!
Ma che sarà mai???... Altri 34 giorni (e poi altri 34???) e poi diventerò (tornerò
) così???

Intanto vado a letto con lo stomachino che si fa le domande e si dà le risposte... sognando presnitz, strudel e sacher (altro che far l'amore con il sapore!!!) e pensando già al pranzo
di domani: un pugnetto di riso e un etto di radicchio rosso. Buona notte! ![]()

San Nicolò non mi ha portato nulla...
Eppure ero convinta di essere stata buona
di aver cercato, nonostante tutti i miei inevitabili "scivoloni", di costruire qualcosa di nuovo e positivo anche quest'anno...
Niente, nemmeno un "segnale" che da Lassù "stanno lavorando per me" scusandosi per i momentanei disagi...
Perciò l'unico modo di reagire alla delusione è stato quello di "fare l'albero"
sforzandomi in tutti modi di non essere io la lucina spenta che fa saltare tutte le altre... (ma no, questo succedeva una volta, con i famosi "pisellini"...
ma forse pochi sanno, o ricordano, di cosa sto parlando)
Ascoltando musica natalizia "alternativa" ho riaperto le scatole di gingilli, fiocchi,
stelline
e angioletti (tutto rigorosamente rosso e oro) e per qualche istante ho fatto sorridere quella bambina che aspetta... cocciutamente... testardamente aspetta... e non si dà per vinta...

Magari, chissà... forse fino a Natale cambiano idea... e Gesù Bambino, o Babbo Natale... o chi per loro... daranno un'occhiata da questa parte... ![]()
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Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade.
Ho tanta
stanchezza
sulle spalle.
Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata.
Qui
non si sente
altro
che il caldo buono.
Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare.
(Natale, Giuseppe Ungaretti)
Mi rendo conto che i miei ultimi due post non sono esattamente in sintonia con atmosfere da Jingle Bells & rennette natalizie... Ma come mai, vagabondando per Internet in cerca di "Natale" ho trovato proprio questa lettera, firmata S. e spedita a Beppe Severgnini, al Corriere della Sera (credo) alcuni anni fa in prossimità delle festività natalizie? Ne trascrivo qualche stralcio che mi ha raggelato... ammutolito... Non so se e come la persona che l' ha scritta è riuscita a prendere quella "serena", consapevole e disperata decisione.
So solo che le sue parole mi si sono insinuate dentro... l' ho letta e riletta... perché mi sembrava che la firma, alla fine di quella lettera, potesse iniziare con una qualsiasi altra lettera dell'alfabeto...
"... ho deciso, in modo sereno e pienamente consapevole, di voler morire.
... non sono riuscita a colmare una solitudine affettiva che, già da vari anni, reputo assolutamente insostenibile. Il fatto di non riuscire a trovare una persona con cui condividere la vita, rende la stessa vuota e quindi assolutamente inutile.
Allora vuol dire che è destino che io rimanga sola. Si può voler morire "semplicemente" per questo?
Le assicuro di sì. E le assicuro che i suicidi possono prendere questa decisione in modo sereno e senza drammi.
Non è assolutamente detto che una persona che voglia suicidarsi sia ammalata di depressione, oppure sia necessariamente reduce da chissà che sventure. La decisione di morire può semplicemente nascere dalla constatazione che la vita non ha più alcun interesse.
Sto facendo tutto, ripeto, in modo sereno. Io penso che una società civile dovrebbe capire queste cose. Invece vedo che, quando una persona si suicida, viene bollata come "pazza" o "gravemente ammalata". Io non sono né pazza né gravemente ammalata. Sono semplicemente stanca di vivere, e questo è molto diverso.
So che uccidermi sarebbe un gesto molto egoista. Io, tendenzialmente, non sono egoista. In queste ultime settimane, proprio per evitare che la mia malinconia disturbasse qualcuno, non solo non ho più telefonato a nessuno, ma mi sono totalmente isolata dal mondo. Non ho più nemmeno risposto al telefono in quanto non riesco, quando sono a casa, a dimostrarmi allegra.
Per evitare di pesare sugli altri, ho semplicemente tagliato i rapporti fra me e il mondo.
E' proprio per evitare di gravare sugli altri che mi sono isolata, anche quando parlare con qualcuno mi avrebbe fatto un piacere immenso. Sapevo però che, inevitabilmente, il dialogo sarebbe stato triste per la mia incapacità di nascondere il mio stato d'animo. Proprio per evitare di pesare sugli altri, non ho più voluto né fare né ricevere telefonate. Quindi non potete dirmi che sono egoista quando penso di voler morire. Ho cercato di non esserlo, ma adesso, veramente, non riesco più ad andare avanti.
In queste feste mi sono venute in mente, a flash, tutte le delusioni che ho avuto e ho avuto chiari flash anche sul mio futuro... mi aspetteranno ancora tante tante serate da sola, continuerò a rientrare in una casa deserta e vuota, continuerò a pensare al perché mi è stata negata una cosa elementare come l'amore? Di solito a scuola insegnano che i bisogni primari sono tre: fame, sete, bisogno di sonno. Tutti si dimenticano il quarto: bisogno di affetto, bisogno di un compagno. Se una persona non mangia o non beve, è destinata, inevitabilmente e inesorabilmente, a morire. Anche chi è solo e non accetta questo destino è destinato a morire. Io sono già morta dentro da tanto tempo."
Domani è il primo dicembre... o mi metto "in sintonia" e sfoggio uno smagliante blog-formato-pre-natalizio o non mi resta che invocare Libero affinché mi stacchi di nuovo la connessione... e se non ci rivediamo prima di Natale... "tante belle cose a Voi e famiglia"